Che cos’è la colonscopia? [1]
La colonscopia è un esame endoscopico che consente al medico di osservare le pareti interne del colon e del retto. Permette la diagnosi di malattie infiammatorie croniche intestinali, polipi e tumori.
Oltre a essere un efficace strumento diagnostico, la colonscopia è anche uno strumento terapeutico. Infatti, nel caso venisse confermata la presenza di polipi, consente, infatti, di rimuoverli nel corso della stessa seduta.
Durante la colonscopia vengono analizzati forma, decorso, calibro e colore delle viscere utilizzando il colonscopio, uno strumento composto da un tubo flessibile collegato a una fonte di luce e munito di microcamera (sonda endoscopica), che viene introdotto nel canale anale.
A seconda della porzione di intestino esaminato, si parla di:
A cosa serve la colonscopia? [1,2]
Durante la colonscopia è possibile fare diagnosi, effettuare biopsie e asportare polipi. Grazie alla strumentazione disponibile, il medico può – se lo ritiene necessario – asportare i polipi nel corso dell’esame. In questo senso si può dire che la colonscopia ha uno scopo sia diagnostico sia terapeutico.
Come si svolge la colonscopia? [1-5]
Possiamo idealmente suddividere la colonscopia in tre fasi o momenti principali, ovvero cosa accade appena prima della colonscopia, cosa in sala endoscopica e cosa al termine dell’esame.
Fase 1: prima dell’esame
Questi sono gli aspetti chiave della fase che precede la colonscopia:
Occorre recarsi in ospedale accompagnati (o predisporre di farsi venire a prendere per il rientro a casa), perché a causa della sedazione è fortemente sconsigliata la guida di veicoli nelle 12 ore successive
È necessario portare con sé la propria documentazione clinica: i referti di precedenti colonscopie, tutto ciò che è inerente alla problematica per cui si effettua l’esame, altri esami e referti utili (terapie farmacologiche in corso, altre patologie, …)
Deve essere stato spiegato (dal personale sanitario) e firmato (dal paziente) il consenso informato, che riporta benefici, rischi e possibili complicanze della procedura.
Aver effettuato una buona preparazione intestinale
La preparazione intestinale [4]
Prima di recarsi a fare l’esame è necessario preparare l’intestino, ovvero pulirlo a fondo.La colonscopia, infatti, è tanto più efficace, precisa e attendibile quanto più l’intestino è ben pulito e privo di residui.La fase di preparazione che precede l’esame, quindi, è fondamentale e va fatta seguendo scrupolosamente le indicazioni rilasciate al momento della prenotazione.
Un elemento essenziale della colonscopia è l'utilizzo di un lassativo specifico. La preparazione consiste nell’assunzione della soluzione ottenuta diluendo in acqua il prodotto (bustine solubili) acquistato in farmacia. La qualità della colonscopia, infatti, dipende dalla qualità della preparazione intestinale che, se viene fatta in modo scrupoloso, consente al medico di svolgere l’esame in un intestino ben pulito e agevola l’individuazione di eventuali lesioni e la loro rimozione.
La modalità “split”
Si suggerisce di assumere la preparazione intestinale (il lassativo) in modalità “split”, ovvero in due tempi.
L'assunzione in modalità “split” migliora la qualità della preparazione e aumenta la tollerabilità dell'assunzione.
La preparazione – ovvero l’assunzione dell’intera dose di lassativo, preparata come da indicazioni riportate nel foglietto illustrativo del prodotto scelto - dovrebbe terminare almeno 2 ore prima dell'inizio della colonscopia.
Fase 2: in sala endoscopica
Dopo aver tolto i vestiti e indossato un apposito camice, il paziente viene sdraiato sul fianco sinistro, con le ginocchia al petto.
Per ridurre lo stato di ansia e la percezione di fastidio, è sempre più frequente che la colonscopia venga effettuata in sedazione. In genere vengono utilizzati farmaci antidolorifici e rilassanti che, inducono una sedazione più o meno profonda a seconda della situazione. In alcuni casi selezionati può essere opportuno un supporto anestesiologico.
Il colonoscopio
La colonscopia si esegue introducendo attraverso l’ano il colonscopio, un sottile tubo flessibile di piccolo diametro. Questo strumento è dotato di una fonte luminosa e di una piccola telecamera in grado di trasmettere su un monitor ciò che “vede” all’interno dell’intestino, in modo che il medico possa esaminare le immagini in tempo reale. Per ottenere una visione ottimale, generalmente viene immessa una modesta quantità di aria.
Il medico spinge delicatamente il colonscopio in modo da visionare tutto il tratto di interesse, anche nella fase di ritorno dello strumento. Se, durante l’esame, vengono rilevati polipi o altre anomalie, il medico può prelevare campioni di tessuto per una analisi successiva (biopsia) o rimuoverli a scopo terapeutico.
La colonscopia generalmente dura circa 30-45 minuti (meno quando è limitata solo al primo tratto di intestino), a seconda della difficoltà nell’avanzamento della sonda e degli eventuali prelievi o asportazioni che si ritiene di effettuare.
Fase 3: dopo l’esame
Una volta rimossa la sonda, il paziente viene fatto accomodare in “sala risveglio” per circa un’ora, finché non si attenuano gli effetti dei sedativi. A questo punto potrà rivestirsi e il medico gli darà spiegazioni sull’esito della colonscopia, dopo di che potrà tornare a casa, sempre accompagnato.
È molto importante andare all’esame accompagnati e avere una persona che ci riporti a casa in tutta tranquillità: a causa degli effetti dei farmaci usati per la sedazione è fortemente sconsigliato guidare nelle ore successive, per la sicurezza propria e degli altri.
Nei giorni successivi: ristabilire l’equilibrio della flora batterica intestinale
L’assunzione della preparazione intestinale e l’esecuzione dell’esame possono portare a disbiosi temporanea, una situazione di disequilibrio della flora intestinale che può richiedere qualche giorno per scomparire.
L’assunzione di probiotici può aiutare il microbiota intestinale a ritrovare il normale equilibrio.
Fonti
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