Lo screening può salvarti la vita!
Aderire alla campagna di screening può salvarti la vita. L’obiettivo principale dei programmi di screening è ridurre la mortalità per tumore attraverso la diagnosi precoce. In campo oncologico, la diagnosi precoce è essenziale per aumentare le possibilità di guarigione e l’efficacia delle cure. [1]
Requisito fondamentale della patologia oggetto di screening è che il suo decorso deve poter essere modificato grazie alla diagnosi precoce. Per combattere i tumori, infatti, esistono due strategie principali: la prevenzione primaria, cioè adottare uno stile di vita sano, oppure la prevenzione secondaria, cioè diagnosticare la malattia il più precocemente possibile. [1]
Cos’è lo screening oncologico
Lo screening oncologico è un intervento di sanità pubblica che riguarda patologie di grande rilevanza epidemiologica. Si basa su prove di efficacia e si attiene a Linee Guida condivise dalla comunità scientifica internazionale.
In Italia sono attivi tre programmi di screening oncologico: per la diagnosi precoce del tumore alla mammella, del tumore al collo dell’utero e del tumore del colon retto. Sono offerti gratuitamente dal Sistema Sanitario Nazionale a persone appartenenti a fasce di età considerate, sulla base di evidenze scientifiche, a maggior rischio di sviluppare una patologia. Lo scopo è di individuare precocemente il tumore permettendo di intervenire tempestivamente.
Si utilizzano test semplici o esami che consentono di rilevare forme tumorali o pretumorali in una fase preclinica ovvero asintomatica. Come indica il Ministero della Salute, gli esami utilizzati sono sicuri, accettabili e attendibili. [1]
I programmi di screening oncologico sono strutturati in modo da rispettare alcuni principi: [1]
Si rivolgono alle persone che, in base alle evidenze scientifiche, sono a maggior rischio di sviluppare una determinata tipologia
Vengono effettuati a intervalli regolari
Sono strutturati a più livelli (la positività al primo test non equivale a una diagnosi, ma a un elemento che richiede un approfondimento diagnostico)
Rispettano i protocolli condivisi dalla comunità scientifica a livello internazionale
Lo screening per il tumore del colon-retto
Lo screening per il tumore del colon-retto è uno dei tre attualmente attivi in Italia. Il tumore del colon-retto, infatti, è la terza neoplasia più diffusa negli uomini e la seconda nelle donne e rappresenta il 10% di tutti i tumori diagnosticati nel mondo. [2,3]
Il test utilizzato nello screening del tumore del colon-retto è il test del sangue occulto nelle feci.
Consiste nella raccolta (da eseguire a casa) di un piccolo campione di feci e nella ricerca (in laboratorio) di tracce di sangue non visibili a occhio nudo.
Viene eseguito ogni 2 anni nelle persone tra i 50 e i 69 anni (in alcune Regioni fino ai 74 anni). [2]
È dimostrato scientificamente che lo screening con il test per la ricerca del sangue occulto fecale riduce la mortalità per tumore colorettale di almeno il 20%. [4]
È importante, quindi, accettare l’invito della propria ASL e aderire al programma di screening per il tumore del colon-retto e ripetere l’esame di screening ogni due anni.
IL TUMORE
DEL COLON-RETTO
IL TEST DEL SANGUE OCCULTO NELLE FECI
Come aderire al programma di screening del tumore del colon-retto
A partire dal cinquantesimo anno di età, i cittadini ricevono l’invito da parte della propria ASL di riferimento ad aderire al programma di screening oncologico.
A seconda delle modalità previste dalla Regione di residenza potrà essere una lettera, una e-mail o una telefonata, con le istruzioni da seguire per il ritiro e la riconsegna del kit per la raccolta delle feci. [5]
In caso di positività all’esame, i programmi di screening prevedono, come esame di approfondimento, l’esecuzione di una colonscopia che permette di esaminare l’intero colon retto. [2]
Fonti
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