La malattia di Crohn


La malattia di Crohn

Cos’è la Malattia di Crohn [1-3]

La malattia di Crohn (o morbo di Crohn) è una patologia infiammatoria cronica intestinale. Può interessare ogni tratto dell’apparato gastrointestinale ma tipicamente coinvolge la parte inferiore dell’intestino tenue (ileo) con parte del colon, oppure solo il colon.

Si caratterizza dalla presenza di tratti di intestino infiammati e ulcerati, spesso alternati a tratti di intestino sano. Nei tratti in cui è attiva, la malattia colpisce tutto lo spessore della parete intestinale, con la formazione di ulcere profonde e aderenze ad altri tratti di intestino o con gli organi vicini. Se non viene trattata adeguatamente può alterare in modo irreversibile le aree colpite.

L’andamento è altalenante, con periodi di riacutizzazione – in cui i sintomi sono presenti – e periodi di remissione – in cui i sintomi sono molto lievi o assenti. La frequenza delle riacutizzazioni e la durata dei periodi di remissione sono influenzati dalle terapie, che solitamente vengono prescritte nei centri specializzati e hanno come obiettivo principale il raggiungimento della remissione.

La malattia di Crohn non è ereditaria e non è contagiosa. Esiste una predisposizione familiare, ovvero la tendenza a presentarsi con maggiore frequenza nei parenti delle persone affette: circa una persona su cinque con malattia di Crohn ha un membro della famiglia con la patologia.

Le cause [1-3]

Le cause della malattia di Crohn non sono ad oggi del tutto note. Tuttavia, la comunità scientifica ritiene che sia dovuta ad una risposta anomala del sistema immunitario contro la flora batterica intestinale normalmente presente nell’intestino (microbiota) dovuta a diversi fattori:

Ad oggi si pensa che la risposta anomala del sistema immunitario intestinale che non riconosce il microbiota sia alla base dell’infiammazione presente nella parete intestinale di chi è colpito dalla malattia di Crohn e che tale reazione sia determinata da un evento scatenante di tipo ambientale ancora sconosciuto, in individui geneticamente predisposti.

Le complicanze [2]

La malattia di Crohn, per le modalità con cui si manifesta e per le sue caratteristiche, può portare a complicanze. Le più comuni sono:

L’infiammazione cronica può portare alla formazione di cicatrici nell’intestino e al suo restringimento in alcuni tratti, provocando ostruzione o blocco intestinale, con assenza di evacuazione, dolori addominali, vomito. I sintomi non vanno trascurati, perché possono causare la perforazione dell’intestino. Perciò, in caso di sospetta ostruzione intestinale, è necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso

Sono il risultato di una ferita intestinale che, avendo perforato la parete intestinale, crea una “via di comunicazione” con altre anse intestinali, con la parete addominale o con le pareti di organi vicini. Possono essere ulteriormente complicate dalla creazione di ascessi

Chi soffre di malattia di Crohn può avere un rischio aumentato rispetto alla popolazione generale di sviluppare un tumore al colon-retto, se l’infiammazione è localizzata in quel tratto. In questi casi il paziente dovrà sottoporsi regolarmente a colonscopia e biopsia intestinale

Alcune sono correlate all’attività della malattia, altre sembrano seguire un decorso indipendente, altre sono dovute al malassorbimento dei nutrienti a livello dell’intero tratto gastrointestinale. Ad esempio: anemia da carenza di vitamine o ferro, osteoporosi, calcoli renali o della cistifellea

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